Alcune persone non impareranno mai.
Mi si è aperto un baratro dentro, una voragine immensa e insaziabile che non riesco a colmare in nessun modo. Possibile che non riesca ad essere appagata quasi da nulla ultimamente? Che i miei vuoti siano così abissali da impedirmene la possibilità di riempirli? Anche se ci provo, ottengo solo raramente ciò che voglio. Mi guardo attorno e vedo che ormai vivo nel caos, un caos che prima non avrei mai permesso: sempre ligia ad orari e tabelle di marcia, mi sento ora come atrofizzata (in tutti i sensi), stanca eppure al tempo stesso piena di voglia di fare.
Odio che qualcosa di programmato vada poi disdetto, non rispettato oppure rispettato solo a metà.
Alcuni scheletri del mio armadio stanno uscendo fuori per palesarsi di nuovo al mio sguardo. Potrei cadere di nuovo nelle loro grinfie per noia. Anche il frigorifero resta una forte tentazione e non parlo solo del cibo.
Ascolto il frusciare delle foglie fuori da quella finestra che ho chiuso prima per evitare di guardare il cielo che mi invita ad uscire. A questo punto preferisco starmene nel buio freddo di questo schermo fluorescente.

Love
is
a
Lie
Ti rendi conto di avere bisogno di una persona proprio quando quella persona è lontana oppure non è lì per te.
Settimana esaltante quella appena trascorsa, anche se l’attuale è iniziata all’insegna del malumore e dei nuvoloni grigi pronti a scaricare un fiume di pioggia fredda.
E’ stato bello riscoprire posti di estrema bellezza, tanto vicini, dei quali però ci eravamo dimenticati e lì giocare come bambini. Ma gli incantesimi si sa svaniscono presto. Colpa di un ripetitore telefonico di meno…
Impagabile il confondersi ancora tra la folla di accaldati rockeggianti “concertari” al concerto del Primo Maggio a Roma. Momenti in cui migliaia di corpi si fondono insieme per ondeggiare alla stessa musica, a cantare la stessa canzone e intanto i pensieri si dissolvono come se non ci fosse un domani. Peccato non poter condividere con qualcuno questa mia passione, quella che ormai è diventata una tradizione. Mia sorella e le sue amiche però c’erano, c’era anche Kalosso (è un blogger di splinder anche lui) e altri centinaia di sconosciuti che quel giorno hanno incrociato il mio sguardo. Non dimenticheremo l’esserci stese a prendere il sole sull’Unità che a tutto ci è servita furchè alla lettura (estremamente versatile direi), la ciambellona all’una di notte, il “morto” tra i rifiuti, l’orrore dei bagni chimici e una Roma che quel giorno sembrava in festa e che si è mostrata in tutta la sua bellezza, l’ultima sosta in autogrill in cui nessuna di noi vedeva perché ci eravamo addormentate con le lenti a contatto J. E’ in queste giornate che senti la carne respirare e gli occhi brillare, forse e soprattutto perchè hai poco tempo per dormire.
E la mattina dopo, mentre io mi facevo disegnare il mio primo tatuaggio, dopo essere tornate alle 4,30 di notte con tre ore di sonno, mia sorella superava l’esame scritto della patente.
Anche ritrovare un amico non ha prezzo. Manuel dopo tanti mesi di assenza è tornato a trovarmi, facendomi tanto piacere. Be del resto è uno di quelli che ha capito che Amy se trascurata, alla lunga si stanca. Anche che Amy ama uscire la sera, andare a bere e smangiucchiare in giro, vestirsi e truccarsi bene, frequentare i posti in cui c’è gente, tirar tardi… Le piace un sacco e questo la fa sentire viva. I cadaveri, NO, non fanno per lei. Non le piace nemmeno essere inserita nei buchi di tempo libero o portata a spasso come un cagnolino, giusto il tempo di un bisognino. Le parole non le bastano. Per qualcuno potrebbe sembrare incontentabile, ma se ci pensate bene, non chiede poi molto. Le piace solo “far casino”. Probabilmente è la sua repulsione per la routine a farla parlare, o forse la sua fase post adolescenziale.Post perchè si è accorta che non le piace fare le cose da 13 enni.
Giornate di sole, quelle trascorse, un sole accecante, di quello che abbronza; giornate in cui coppiette si tengono per mano, facendo in modo che il tempo scorra senza che abbiano modo di accorgersene. Eh beata beatitudine… Altri poveri malcapitati, invece, sono costretti in "esilio" a scontare pene per "reati" che non hanno commesso. Perchè i figli devono pagare le colpe dei genitori...?
”Ma come impegni il tempo nelle tue giornate ora che non hai niente da fare?”. Maledizione! Te ne sei accorta eh? Mi crogiolo nella mia frustrazione. Avrei voluto rispondere “E poi se dovessi trasferirti come farai? Nuovi amici? Nuova vita?”. Sì, hai indovinato. E' proprio "simpatica" la gente che gioca con le tue ferite...

..Come se
ogni giorno
fosse uguale a quello prima
Fosse come il giorno prima
Come se
ogni giorno
fosse uguale a quello prima
Fosse come il giorno prima
Come se
Come se
Ogni giorno
Fosse uguale al giorno prima
Fosse come il giorno prima…
Il buio avvolge la stanza, salvo che per un alone blu monossido che invade il mio angolino di stanza. Ovviamente è lo schermo fluorescente del pc che mi sono portata a letto per farmi compagnia, fintanto che il sonno non decida finalmente di farmi visita. Non prima delle due. Ho gli orari sballati, perché tanto so che il giorno dopo e quello dopo ancora non avrò niente da fare. E in queste ore pre-sonno mi ritrovo spesso con quest’unica compagnia. Ma chissà se è giusta questa vita. Spesso mi sorprendo a giocare all’adolescente che ormai non sono più e che dovrei decidermi a far crescere una volta per tutte.
Tra qualche giorno verrò rispedita dritta dritta a due anni fa. Sullo stesso bus, alla stessa ora, nella stessa data. Ma stavolta sono tante le cose ad essere cambiate. Riguardando indietro mi rivedo fragile e stupida. Saprò affrontarlo, lo so, tanto probabilmente non avrà neanche il coraggio di salutarmi.
E mi sento un’estranea a casa mia, perché i miei sentimenti non vengono compresi e sono costretta a reprimermi. Le continue richieste di qualcuno affinchè vada via saranno accolte presto e a questo punto lo spero anch’io. Eppure ho paura.
…Le tue paure addormentale con me…

Anche quest’anno, come l’anno scorso, il COMICON, il Salone Internazionale del fumetto che si tiene da dieci anni a Napoli e per la sesta volta nella splendida cornice di Castel Sant’Elmo. Stavolta sono entrata dall’area V.I.P. in quanto addetta stampa (che alla fine non so nemmeno se mi pubblicano l’articolo). Bellissima, come al solito, l’area dedicata ad XL, la rivista giovane di Repubblica, che per l’occasione ha trasformato un’intera sala in NecroComicon. Per la gioia di mia sorella, tutti i fumetti della rivista erano stati rivisitati in chiave dark, per richiamare al colore rosso del sangue. Presenti in sala anche i disegnatori. Per noi Ratinger ha disegnato un soggetto che stiamo ancora cercando di interpretare… La sala più intrigante, ovviamente, quella dedicata al fumetto porno. Qualche acquisto oculato non poteva mancare. Io ho finalmente acquistato un barbapapa che avevo adocchiato già in una vetrina a Salerno. Grazia immancabilmente un gadget di Nana.
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Il COMICON e il Castello sono rimasti gli stessi dell’anno scorso, ma sono cambiate tante cose.
Le persone cambiano, incontrano altre persone e inevitabilmente i rapporti si modificano.
Accadono cose che nonostante spieghi un centinaio di volte il tuo interlocutore ti considererà per sempre una nemica.
E proprio un anno fa nascevano nuovi legami, che non avresti mai immaginato potessero evolversi così.
La paura dei cambiamenti a volte deve essere accantonata, ma è inevitabile guardare indietro con un pizzico di nostalgia.
(Dedicato a J., A., e D.)
Le guance mi bruciano, come se si fossero ustionate per il troppo sole. Gli occhi sono arrossati, come se avessi nuotato con gli occhi aperti sott’acqua. La testa mi fa male, come se avessi sbattuto forte contro un muro di cemento.
Si sta per concludere la seconda serata consecutiva trascorsa a piangere (o forse la terza?). Ma in fondo la colpa è solo mia.
this wound won't seem to heal
Qualche giorno fa mi è capitato di riascoltare questa vecchia canzone alla radio. E’ stato impossibile non ricordare chi me l’avesse fatta ascoltare per la prima volta, dedicandomela.
Quante volte ti ho fatto arrabbiare, quante volte mi hai ascoltata, consigliata e spesso spronata a vivere e non sopravvivere soltanto. E anche se non ci sentiamo più come prima, nonostante la lontananza e tutti i trascorsi: ti voglio bene F.!
i was dreaming of a past
and my heart was beating fast
i began to lose control
i began to lose control
i didn't mean to hurt you
i'm sorry that i made you cry
i didn't want to hurt you
i'm just a jealous guy
i was feeling insicure
you might not love me anymore
i was shivering inside
i was shivering inside
i didn't mean to hurt you
i'm sorry that i made you cry
i didn't want to hurt you
i'm just a jealous guy
i didn't mean to hurt you
i'm sorry that i made you cry
i didn't want to hurt you
i'm just a jealous guy
i was trying to catch your eyes
thought that you was trying to hide
i was swallowing my pain
i was swallowing my pain
i didn't mean to hurt you
i'm sorry that i made you cry
i didn't want to hurt you
i'm just a jealous guy
E vvote po' me gira e penso a na jurnata ‘e sole
m arint’ fa ‘nu friddo ca se more
nun tengo a nisciuno a chiammà, nun tengo nisciuno pe' ascì
e po' se cercasse e parlà nun sapesse che dì
Saglie coccosa che m'agita, comme a paura e guardà
me sient a piezze e nun voglio asciuttà lacreme senza cagnà
E vvote po' me giro e penso a nata cosa ancora
me metto e mmane 'nfaccia tanto saccio ca sto fore!
nun tengo cchiù niente a verè, nun tengo nisciuno a capì
cca pure se torna n'amico nun se fa sentì
Saglie coccosa che m'agita, comme a paura e guardà
me sento a piezze e nun voglio asciuttà lacreme senza cagnà
A Napule niente se fa..
e ccose nun vanno accussì,
sento ind' all'anema 'o scuro che sta pe' venì
Saglie coccosa che m'agita, ccomme a paura e guardà
me sento a piezze e nun voglio asciuttà lacreme senza cagnà
24 grana - Lacre
24 grana - Lacreme
Se una piantina venisse lasciata senz’acqua e senza sole per troppo tempo, giorno dopo giorno, le sue foglie tenui comincerebbero a seccarsi, i suoi fiori delicati ad appassire. Il suo terreno, ormai asciutto da giorni, lascerebbe spazio alla muffa e quella linfa vitale (vItA) che faceva splendere la piantina svanirebbe (DiSsOlVeRsi). Ebbene, in alcune situazioni io sono come una piantina delicata che ha bisogno di cure costanti (cOsTanZa) e di giornate di sole (LuCe). Non bramo affatto di diventare una di quelle erbacce banali che affollano il giardino. Per essere la bella piantina che sono oggi ho dovuto faticare: lottare contro tempeste, persone che hanno tentato di strapparmi via i boccioli, contro periodi di forte siccità e finanche contro i parassiti (dOlOrE). Ho distribuito il mio nettare curandomi sempre che gli altri fiori potessero svolgere il loro ciclo naturale. Mi piace se qualcuno rimira i miei petali candidi. Poche volte ho ricevuto le cure che volevo ma se le ricevessi una volta vorrei che queste cure fossero COSTANTI. E’ il prezzo da pagare per possedere una cosa bella come una piantina delicata.
m
E infine tu sei ovunque
Da meduse e tappeti – verdena
Che mi prende stasera! Sarà uno strano senso d’angoscia, saranno gli eventi di questi giorni, sarà l’anemia. Già l’anemia. Penserete cosa c’entra mai con la mia tristezza? Leggo su un opuscolo che mi hanno dato al laboratorio d’analisi che i suoi segni e sintomi principali sono: pallore, debolezza, affanno, confusione e mancanza di concentrazione, vertigini, palpitazioni, perdita di capelli, sensazione di freddo, tristezza e depressione. Beh sintomatologia calzante a pennello direi.
E brucia
brucia come l’aria
Da mina – verdena
Quanto più vuoi una cosa più questa si allontana. E’ una legge quasi matematica. Come la questione che quando hai ottenuto qualcosa vorresti subito dell’altro, e poi dell’altro e dell’altro ancora.
Correggimi se tutto questo è debole
Questo non è reale
Confronto le idee
Ed accendo le stelle
Da Phantastica - Verdena
Non ho mai provato dei sentimenti così contrastanti eppure così forti. Ho sempre fatto tutto da sola, sono sempre stata sola e fondamentalmente lo sono anche adesso. E mi vedo costretta a fuggire da casa pur di trovare un attimo di pace e uno pseudo equilibrio. Ma nessuno riuscirà a placare questo fiume in piena stasera.
Ci sono cose
Che pesano
Pesano
Da 17 tir nel cortile - verdena
Le note iniziano a fluttuare per la stanza. Resto immobile, al buio e lentamente...non sono più qui...
questa gioia che ci illude
avrà cura di noi
Da Il suicidio dei samurai - Verdena
Sono a bordo del treno che mi riporterà indietro, nella mia piccola realtà. Non c’era nessuno a salutarmi in stazione e nessuno attenderà il mio arrivo. I paesaggi si susseguono rapidi e tagliando in due l’Italia il sole tiepido d’estate lascia spazio a nuvoloni di pesante pioggia fredda. E’ questa atmosfera caratterizzerà il mio ritorno, quando ormai stanca, trascinerò il bagaglio sotto la pioggia che bagnerà i ricordi.
Prati verdi, fiumi, chiesette immerse nel verde, passanti in bicicletta sembrano non curarsi del treno ad alta velocità che passa. Ben, un bambino statunitense di tre anni si intrattiene a giocherellare con me che gli sono seduta di fronte.
Ho sempre pensato che la mia vita avesse dovuto svolgersi in una grande metropoli e che solo lei avrebbe potuto dare albergo alla mia mente. E la metropoli di questi giorni è stata Milano che mi ha totalmente assorbita nei suoi ritmi, nella sua multietnicità, nelle sue distanze e nei fiumi di gente sempre di corsa. E nonostante fossi per la maggior parte del tempo in solitaria, Milano faceva in modo che non lo fossi affatto. Anche se a tratti mi accorgevo di non respirare.
Eppure non lo so se sarei davvero pronta ad affrontare un passo del genere. In fondo la mia verde Irpinia mi manca quando sono via anche se quando torno sono pronta a ripudiarla subito. La causa principale del mio malessere quando sono qui è la gente piccola di cervello con la quale devo avere a che fare che mette al primo posto questioni che io sarei pronta subito a tralasciare pur di realizzare i miei sogni professionali.
L’altra sera una persona mi ha detto:”In fondo tu sei come un’aquila intrappolata nella gabbietta di un canarino”. Devo ritornare a volare…
….Incrocio le dita…

NON SOPPORTO
Chi indossa gli stessi vestiti per intere settimane
Gli abiti non abbinati
I capi d'abbigliamento con fantasie eccessivamente appariscenti
Chi non cura la propria persona (uomo o donna che sia)
Chi ai messaggi non risponde neanche con uno squillo
Chi è tirchio, perchè chi lesina il denaro di solito ha le "braccine corte" anche con i sentimenti
Chi fa promesse che poi puntualmente non mantiene
Chi non trova mai tempo
Chi teme "il confronto"
Chi ti riempie la testa di idiozie alle quali si finisce ignari per crederci
Chi ti dice: "ci sentiamo dopo" ma non sarà così